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Un’altra tappa di avvicinamento alla riedificazione del Velodromo degli Ulivi di Monteroni, un’altra tappa di quella “operazione rinascita” che dovrebbe far risorgere dalla ceneri il glorioso impianto sportivo che si affaccia lungo la provinciale Lecce - Porto Cesareo. Ieri, dunque, la conferenza stampa congiunta di Provincia, Comune di Monteroni (proprietario dell’impianto), e della Federazione ciclistica, a seguito della pubblicazione del bando di gara per i lavori che prevedono il rifacimento della pista (di 333 metri alla corda) in cemento armato e resina (e non più in legno) e dei servizi annessi, che causa tempaccio si è svolta nel ristorante attiguo alla struttura.
Appeso al muro della sala il quadro con una foto storica dell’anello, datata 1976, scattata durante i mondiali di ciclismo su pista, un minuto dopo il titolo di campione nell’inseguimento individuale vinto da Francesco Moser. Da allora n’è passata di acqua sotto i ponti: il lento declino fino la mesta recinzione degli anni ’90 che divenne un velo pietoso steso a ricoprire quel che era rimasto, uno scheletro di ferro e cemento. Dopo, però, quasi trent’anni di oblio, un decennio di tira e molla, annunci roboanti, appalti, inerzie, intoppi e contenziosi, la speranza di un ritorno in vita del Velodromo ha preso pian piano corpo. La posa della prima pietra fu annunciata per il marzo del 2009, nulla, però, di realistico purtroppo. Ora, con la pubblicazione del bando di gara, i tempi sono dettati non più dai proclami ma dalle procedure. Qualcosa di più, quindi. Il 2 dicembre, infatti, la Provincia di Lecce aprirà le buste e nel giro di 4 mesi aggiudicherà l’appalto. Salvo complicazioni, quindi, la posa della prima pietra dovrebbe avvenire tra la primavera e l’estate del 2010. Dopo la cantierizzazione dell’opera, il cui costo si aggira intorno ai 2 milioni e 800mila euro, la ditta avrà per contratto a disposizione un anno esatto per completare l’opera. Facendo i dovuti scongiuri, il Velodromo degli Ulivi dovrebbe essere rimesso in piedi per l’estate del 2011. Ma la vera scommessa, paradossalmente, si giocherà dopo. L’impresa, infatti, non è solo farlo rinascere quanto soprattutto farlo rivivere. Lo ha ribadito lo stesso presidente della Provincia, Antonio Gabellone: “Questo impianto - ha detto - avrà anche una valenza sociale, quella di avviare i giovani allo sport, e la vera scommessa sarà nella gestione futura. La passata amministrazione ha avviato l’opera ma noi stiamo spingendo sui pedali per riconsegnare quanto prima il Velodromo al Salento”. All’incontro di ieri, oltre a Gabellone, erano presenti l’assessore provinciale all’impiantistica sportiva, Massimo Como e il dirigente dell’ufficio tecnico, Rocco Merico. “Sarà un impianto - ha detto il sindaco di Monteroni, Lino Guido - a disposizione dell’intero Salento, abbiamo già predisposto un piano viabilità con aree parcheggio. E’ un momento storico per noi monteronesi, la nostra città è conosciuta nel mondo proprio per questa struttura”. La mission dell’impianto, come è noto, non sarà solo agonistica ma anche ludico-ricreativa, il Velodromo sarà una struttura polifunzionale che offrirà la possibilità di utilizzare un parterre da 5000 posti per accogliere concerti, eventi e rassegne, e altri tipi di manifestazioni sportive. Si chiamerà Mario Marini, in onore al sindaco ed ex presidente del Coni che lo fece edificare. Sarà utilizzato soprattutto dagli amatori e come palestra per avviare i giovani al ciclismo. “Il Velodromo - ha infatti ribadito il presidente regionale della federazione ciclistica, Salvatore Bianco - è l’università nazionale del ciclismo che dovrà tornare a formare i campioni di domani”.
Matteo Caione
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